Memento mori
Un nuovo locale di Bangkok consacrato alla consapevolezza della morte. Dove discutere di religione e società, trascorrere qualche minuto chiuso in una bara, bere un buon espresso al vetro, gustare un “morire ora”, frappè a base di cioccolato o un “doloroso” ai frutti di bosco colanti succo rosso sulla panna.
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8 MAY 18
Ultimo aggiornamento: 05:56 AM

«Se sai che domani è il tuo ultimo giorno, che fai oggi? Questa è la questione» dice Veeranut Rojanaprapa. Laureato in filosofia, ricercatore sociale, ideatore e direttore del Kid Mai (Think New) Death Awareness Café, ossia del “Caffe del nuovo modo di pensare (Kid Mai) la consapevolezza della morte”. Il corridoio nero che dalla strada porta al caffè, è illuminato solo da schermi su cui appaiono domande del genere: “C’è qualcuno che ti aspetta?”, “Qual è lo scopo della tua vita?”. «Usiamo l’oscurità per riportare la gente a se stessa» commenta Veeranut.


Tutto ciò può apparire l’ennesima bizzarria “Thai Style”. Forse lo è. Ma forse non apparirebbe tale a Thomas Merton, filosofo, mistico, antesignano del dialogo inter-religioso, cultore di filosofie orientali. “Se si vuole superare la paura della morte e porre fine all’attaccamento sensuale al corpo lo si deve considerare come un cadavere scrisse Merton, monaco trappista, di quell’ordine che ha per motto l’ammonizione “Memento mori".